Show, don't tell: la parte pratica nel wedding
Quando una wedding planner dice che non sa cosa scrivere del matrimonio del sabato scorso, è solo perché non sa come iniziare e qui ti diremo 5 punti pratici per mostrare (e non descrivere) il tuo lavoro.
Uno dei lavori con più storie in assoluto.
Ma nonostante ciò, nonostante ogni evento sia un piano editoriale di almeno un mese, c’è una regola che non tutte le wedding planner seguono, e che può fare la differenza in come comunichi quello che fai.
È l’ABC di chi scrive, ma anche di chi vuole raccontare una storia, la usano nel cinema, in un libro (quelli fatti bene, ovviamente) ed è: show, don’t tell
Mostra, non raccontare.
E qui probabilmente penserai: “Sul mostrare lo faccio sempre, pubblico foto e reel dei miei lavori.”
Stiamo parlando di qualcos’altro.
Questa regola dice che se vuoi che un messaggio arrivi in modo diretto ed efficace, non devi dirlo in modo descrittivo.
Vuoi comunicare che sei molto precisa.
Dire “sono una wedding planner molto metodica e precisa, per me tutto deve essere perfetto al millimetro” è raccontare, descrivere.
E non è incisivo: è un’affermazione che chiunque potrebbe scrivere di sé, e che quindi non resta impressa.
Mostrarlo, invece, vuol dire parlare di un dettaglio concreto.
Ecco come mostrarlo, sia in forma scritta che visiva.
In forma scritta, per esempio: “Nella mia borsa da wedding planner ho sempre un metro. È uno dei primi oggetti che metto dentro, e con il mio staff faccio sempre un check della mise en place.”
In forma visiva: tu che posizioni dei fili per misurare la distanza tra le sedie.
In entrambi i casi, stai mostrando la tua precisione senza dirla, e chi guarda arriva da solo alla conclusione che sei precisa, senza che tu debba dichiararlo.
Questo principio vale per il lato pratico del tuo lavoro (precisione, organizzazione) ma anche per quello emotivo: le parole che scegli, cosa racconti di una giornata, come descrivi un momento. Farlo significa posizionarti nella mente degli sposi con quelle caratteristiche, senza essere descrittiva.
È un po’ come quando guardi un film e capisci subito, anche senza aver studiato cinema, se è una fiction da due soldi o la serie dell’anno. Proprio per queste cosette qui.
Per portare questo principio nei tuoi contenuti, abbiamo individuato 5 punti pratici. L’ultimo è il più difficile, ma anche il più efficace.
Cominciamo.
1. Sostituisci gli aggettivi con episodi
Qui cominciamo riprendendo l’esempio che abbiamo appena fatto: invece di “sono organizzata”, racconta ad esempio di quella volta che hai aiutato gli sposi a organizzare la divisione dei tavoli, oppure il tuo processo di lavoro, la cartellina dove tieni tutto quello che riguarda il matrimonio.
L’importante è che sia un episodio singolo e concreto, non un discorso generale. Quel momento specifico, quella situazione precisa che lo dimostra.
Gli sposi che cercano una wedding planner, sai quante volte al giorno leggono la parola “organizzazione”? Diamogli più “ciccia”.
2. Usa oggetti come simboli
Un metro, una lista, un kit di emergenza, le scarpe di ricambio, l’auricolare.
Qual è, secondo te, l’oggetto che comunica la descrizione che vorresti dare? Pensa bene al giorno del matrimonio, a quale oggetto usi più spesso e perché.
3. Mostra il prima e il dopo (diverso dal solito)
Questo è stato un reel molto in voga, e lo è ancora. In genere si usa per l’effetto wow, con una location vuota e poi allestita.
Ma si può fare anche per raccontare il tuo ruolo e il tuo valore dal punto di vista emotivo. Una sposa agitata la mattina del matrimonio e poi serena a fine giornata.
Tu a inizio giornata e tu alla fine, magari con i capelli non perfetti, stanca ma felice. Un contenuto che mostra il lato umano e vero, che fa capire quanto sia faticoso questo lavoro anche fisicamente.
Il conta passi la mattina e a fine giornata.
Il contrasto racconta da solo.
4. Fai parlare i dettagli, lascia stare le etichette
Invece di “sono creativa”, riprenditi mentre sei nel processo creativo. Filma tutto e poi usalo per raccontare anche altro, magari nelle storie.
Anche se non stai parlando di creatività, vederti all’opera, con un tessuto in mano, mentre componi una palette, mentre disegni, ti posiziona nel tempo, se fatto in modo ripetuto, direttamente come creativa.
5. Usa il dialogo e i sensi invece del riassunto
Invece di “la sposa era emozionata”, riporta la frase esatta che ti ha detto in quel momento.
Oppure usa i sensi. Invece di dire “lo sposo era molto agitato”:
“Lo vedevo camminare avanti e indietro per la stanza, ogni tanto si slacciava il colletto. Così mi sono avvicinata e gli ho detto che stava andando tutto benissimo, che…”
Attenzione
Questo è il punto più importante quando fai questo lavoro: non spiegare mai dopo aver mostrato.
Se fai un esempio concreto e poi aggiungi “perché sono molto precisa”, stai vanificando l’effetto.
Lascia che l’esempio parli da solo.
Non avere timore che il messaggio non venga recepito. Devi avere fiducia in chi legge.
La prossima volta che osservi un film, prova a guardarlo con occhi diversi: nota quando qualcosa ti viene mostrato: uno sguardo, un piccolo indizio, un secondo in più su una scena. E quando invece ti viene detto esplicitamente: frasi ripetute all’infinito, il colpevole che fa sempre lo sguardo arcigno, la musica melodrammatica, e già sai tutto.
E se vuoi un aiuto nel capire come incanalare tutto ciò nella tua comunicazione, cominciamo con una chiacchierata gratuita insieme: QUI.
Alla prossima,
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